Approfondimento AI

AI Act: cosa prevede e cosa devi fare

Il Regolamento UE 2024/1689 disciplina l’intelligenza artificiale in base al rischio. Riguarda chi sviluppa sistemi di AI e anche chi li usa nella propria attività.
Aggiornato a ottobre 2026 Lettura 10 min Fonti: testi ufficiali UE, Gazzetta Ufficiale, ACN

Che cos’è l’AI Act

L’AI Act è il primo regolamento al mondo che disciplina in modo organico l’intelligenza artificiale. È entrato in vigore il 1° agosto 2024 e si applica in modo graduale, con scadenze diverse per ogni gruppo di obblighi.

Essendo un regolamento, vale direttamente in tutti gli Stati membri, senza bisogno di una legge di recepimento. In Italia è affiancato dalla Legge n. 132/2025, che lo integra su alcuni ambiti nazionali.

L’approccio è basato sul rischio: più alto è il rischio per salute, sicurezza e diritti fondamentali, più stringenti sono gli obblighi. Non conta quindi la tecnologia in sé, ma l’uso che ne fai.

Riguarda anche te se “solo” usi l’AI

Dal 2 febbraio 2025 chi utilizza sistemi di AI deve garantire un livello sufficiente di alfabetizzazione del personale che li usa. Vale anche per l’impiegato che usa un chatbot generativo per lavoro. Approfondisci nella pagina sull’alfabetizzazione AI.

I quattro livelli di rischio

Il primo passo è capire in quale livello ricade ogni sistema che sviluppi o utilizzi. Lo stesso strumento può cambiare livello a seconda dell’uso: un modello linguistico usato per scrivere bozze è a rischio minimo, lo stesso modello usato per scartare candidati entra nell’alto rischio.

LivelloEsempiCosa comporta
InaccettabileManipolazione subliminale, sfruttamento di vulnerabilità, social scoring, riconoscimento delle emozioni sul lavoro e a scuola, categorizzazione biometrica su dati sensibili, scraping non mirato di volti, alcuni usi di identificazione biometrica in tempo realeVietato
AltoSelezione e gestione del personale, merito creditizio, istruzione, infrastrutture critiche, accesso a servizi essenziali, componenti di sicurezza di prodotti regolamentatiObblighi stringenti per fornitori e deployer
LimitatoChatbot, contenuti generati o manipolati: testi, immagini, audio, video, deepfakeTrasparenza: l’utente deve sapere che interagisce con un’AI e i contenuti vanno resi riconoscibili
MinimoFiltri antispam, videogiochi, suggerimenti di scritturaNessun obbligo specifico oltre all’alfabetizzazione; codici di condotta volontari

I sistemi ad alto rischio sono quelli che richiedono più lavoro. L’AI Act chiede che siano accurati, robusti e sicuri (art. 15): un requisito che si collega direttamente alla gestione della sicurezza informatica e, per i soggetti NIS2, all’analisi dei rischi.

Fornitore o deployer: gli obblighi per chi usa l’AI

Gli obblighi dipendono dal ruolo. Il fornitore sviluppa il sistema o lo immette sul mercato con il proprio nome. Il deployer (utilizzatore) lo usa nella propria attività professionale. La maggior parte delle imprese italiane è deployer.

Essere deployer non vuol dire essere esenti. Questi sono gli obblighi da presidiare:

  1. 01
    Formare il personale

    Chi usa sistemi di AI deve avere un livello sufficiente di alfabetizzazione AI. L’obbligo vale per qualsiasi livello di rischio.

  2. 02
    Escludere le pratiche vietate

    Verifica che nessuno strumento in uso ricada tra le pratiche a rischio inaccettabile, ad esempio il riconoscimento delle emozioni dei dipendenti.

  3. 03
    Rispettare la trasparenza

    Clienti e utenti devono sapere quando interagiscono con un’AI, e i contenuti generati o manipolati vanno resi riconoscibili.

  4. 04
    Gestire i sistemi ad alto rischio

    Usali secondo le istruzioni del fornitore, garantisci la sorveglianza umana, conserva i log, informa i lavoratori e, in alcuni casi, svolgi una valutazione d’impatto sui diritti fondamentali (FRIA).

  5. 05
    Coordinarti con il GDPR

    Base giuridica, informative e DPIA vanno allineate ai trattamenti svolti con l’AI.

Quando il deployer diventa fornitore

Se modifichi in modo sostanziale un sistema di AI o lo commercializzi con il tuo marchio, puoi diventare a tua volta fornitore, con obblighi molto più ampi. Succede più spesso di quanto si pensi, ad esempio con prodotti software che integrano un modello di terzi.

Il calendario e il rinvio del Digital Omnibus

Nel 2026 il pacchetto europeo Digital Omnibus ha modificato il calendario, rinviando soprattutto gli obblighi per i sistemi ad alto rischio. Divieti, alfabetizzazione e regole sui modelli per finalità generali restano invece pienamente applicabili.

DataCosa si applica
1° agosto 2024Entrata in vigore del Regolamento
2 febbraio 2025Divieti delle pratiche inaccettabili e obbligo di alfabetizzazione AI
2 agosto 2025Regole sui modelli di AI per finalità generali (GPAI), governance e sanzioni
2 agosto 2026Applicazione generale: obblighi di trasparenza, vigilanza e sanzioni per i fornitori di GPAI
Fine 2026Ulteriori misure introdotte dal Digital Omnibus, tra cui marcatura dei contenuti generati e nuovi divieti
2 dicembre 2027Obblighi per i sistemi ad alto rischio dell’Allegato III (lavoro, credito, istruzione, servizi essenziali)
2 agosto 2028Obblighi per i sistemi ad alto rischio integrati in prodotti regolamentati

Il rinvio non è un motivo per aspettare. Inventario degli strumenti, classificazione e formazione richiedono mesi, e una parte degli obblighi è già vigente. Per i dettagli e gli aggiornamenti fai sempre riferimento al testo consolidato su EUR-Lex.

Le sanzioni

Le sanzioni sono graduate in base alla gravità della violazione. Per ogni fascia è previsto un importo fisso e una percentuale del fatturato mondiale annuo.

ViolazioneSanzione massima
Pratiche vietateFino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale
Altre violazioniFino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale
Informazioni inesatte alle autoritàFino a 7,5 milioni di euro o all’1% del fatturato mondiale

Per PMI e startup si applica l’importo inferiore tra i due. In Italia la vigilanza, le ispezioni e le sanzioni spettano all’ACN, la stessa autorità della NIS2.

Come possiamo aiutarti

Partiamo da un censimento degli strumenti AI in uso, anche quelli “non ufficiali”. Per ciascuno definiamo il tuo ruolo e il livello di rischio, poi costruiamo le policy, le informative e il piano di formazione. Se usi sistemi ad alto rischio, ti prepariamo su sorveglianza umana, log e FRIA prima delle scadenze.

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Domande frequenti

La mia azienda usa solo ChatGPT o strumenti simili: l’AI Act mi riguarda?

Sì. Sei un deployer e hai già oggi almeno due obblighi: garantire l’alfabetizzazione AI del personale che usa questi strumenti e rispettare gli obblighi di trasparenza verso clienti e utenti quando applicabili.

Il Digital Omnibus ha rinviato tutto?

No. Il rinvio riguarda soprattutto i sistemi ad alto rischio, ora previsti dal 2 dicembre 2027 (Allegato III) e dal 2 agosto 2028 (prodotti regolamentati). Divieti, alfabetizzazione e regole sui modelli per finalità generali restano pienamente applicabili.

Un software di selezione del personale è ad alto rischio?

In linea generale sì: l’AI usata per selezione e gestione del personale rientra tra gli esempi di alto rischio. Come deployer dovrai usarlo secondo le istruzioni, garantire sorveglianza umana, conservare i log e informare i lavoratori.

Contenuti informativi aggiornati a ottobre 2026: non sostituiscono la lettura dei testi ufficiali né un parere professionale sul caso specifico.

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