Un obbligo che quasi nessuno spiega
Chiunque produca o riceva documenti nativi digitali deve conservarli a norma. Riguarda praticamente ogni impresa, studio professionale e associazione:
- fatture elettroniche emesse e ricevute;
- libro unico del lavoro (LUL) e documenti del personale;
- registri contabili e libro giornale, se tenuti e firmati digitalmente;
- contratti firmati digitalmente;
- messaggi PEC;
- registri e formulari dei rifiuti RENTRI, vedi RENTRI;
- altri documenti amministrativi nati in formato digitale.
Salvarli in una cartella condivisa, sul server o in un servizio di archiviazione cloud non basta. La conservazione a norma, prevista dagli articoli 43 e 44 del Codice dell’amministrazione digitale (D.Lgs. 82/2005) e dalle Linee guida AgID sulla formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici, applicabili dal 1° gennaio 2022, è un processo che garantisce nel tempo autenticità, integrità, leggibilità e reperibilità dei documenti, e si appoggia a conservatori specializzati.
Discorso diverso per i documenti nati su carta: digitalizzarli (la dematerializzazione) è una scelta di processo, non un obbligo. L’obbligo di conservazione a norma riguarda i documenti nativi digitali.
Il responsabile della conservazione
Le Linee guida AgID disciplinano il processo di conservazione, i ruoli, il manuale e i requisiti del sistema. Al centro c’è la figura che governa il processo: il responsabile della conservazione. AgID chiarisce che anche i soggetti privati devono individuarlo, quando la legge prevede obblighi di conservazione dei documenti. Servono competenze giuridiche, informatiche e soprattutto archivistiche.
Il conservatore è il fornitore del servizio: esegue tecnicamente la conservazione. Il responsabile della conservazione sta dalla parte dell’azienda: decide cosa conservare, verifica che il fornitore lo faccia e risponde del processo. Acquistare il servizio non nomina nessuno responsabile.
Nella maggior parte delle aziende il ruolo viene attribuito al titolare o al legale rappresentante, spesso senza saperlo. Ma il titolare di rado ha il tempo e le competenze per seguirlo: la figura resta sulla carta.
Cosa dovrebbe fare, in concreto:
- Verificare la completezza degli archivi: se nell’anno hai emesso 100 fatture e ne hai ricevute 120, in conservazione devono esserci tutte e 220.
- Controllare i flussi attivati: se hai attivato la conservazione delle PEC, verificare che arrivino davvero.
- Redigere e aggiornare il manuale di conservazione, che descrive il sistema, le tipologie documentali e le responsabilità.
- Gestire lo scarto dei documenti al termine dei tempi di conservazione.
- Coordinare i conservatori e verificare che i contratti siano adeguati.
Tre conservatori, tre manuali: il caso tipico
Una piccola o media impresa ha spesso più conservatori senza averlo deciso: uno per le fatture, legato al software di fatturazione; uno per le PEC, legato al gestore della casella; un altro ancora per il gestionale o per i rifiuti. Ognuno fornisce la sua bozza di manuale.
Il risultato sono tre manuali che nessuno ha letto e nessuno aggiorna, mentre il manuale di conservazione dell’organizzazione deve essere uno, coerente e sotto il controllo del responsabile. Il nostro lavoro parte spesso da qui.
Come lavoriamo
Ti proponiamo due strade:
- Supporto al responsabile già individuato, di solito il titolare: lo affianchiamo con consulenza e controlli periodici, lui mantiene il ruolo con il supporto che gli serve. È la soluzione più comune.
- Incarico esterno di responsabile della conservazione, dove la norma lo consente: per i soggetti privati il ruolo può essere affidato a un professionista esterno con competenze adeguate e terzo rispetto al conservatore.
- 01Ricognizione
Mappiamo i documenti nativi digitali prodotti e ricevuti, chi li produce, su quali sistemi nascono e presso quali conservatori finiscono.
- 02Verifica
Controlliamo tipologie documentali, flussi di versamento, responsabilità attribuite, manuali e contratti esistenti.
- 03Sistemazione
Redigiamo o aggiorniamo il manuale unico, rivediamo i contratti con i conservatori e chiudiamo le lacune.
- 04Presidio
Verifiche periodiche sulla completezza degli archivi, coordinamento con i fornitori, piano di scarto.
Quando cambi gestionale o conservatore
Cambiare software di fatturazione o gestionale spesso significa cambiare conservatore. È il momento giusto per unificare: i documenti già conservati possono essere trasferiti al nuovo conservatore, invece di restare sparsi presso fornitori che non usi più.
Ti seguiamo nel passaggio: cosa chiedere al vecchio fornitore, come verificare che il trasferimento sia completo, come aggiornare il manuale. È consulenza sul processo, non vendita di un prodotto.
Lavoriamo con il conservatore che hai già scelto, o ti aiutiamo a valutarne uno se non lo hai. Il nostro ruolo è governare il processo, a prescindere dalla soluzione tecnologica.
Per chi è
Microimprese, piccole e medie imprese, studi professionali, associazioni ed enti del terzo settore: tutte le organizzazioni che ricevono fatture elettroniche e PEC e non hanno mai ragionato su come vengono conservate.
Lo proponiamo anche agli studi commercialisti che vogliono offrire ai propri clienti un riferimento su questo tema, o formare il proprio personale.
Domande frequenti
Ho già un servizio di conservazione: devo fare altro?
Sì. Il conservatore esegue la conservazione, ma qualcuno deve verificare che i documenti arrivino tutti, gestire il manuale, i contratti e lo scarto. È il compito del responsabile della conservazione.
Chi è il responsabile della conservazione nella mia azienda?
Se non è stato nominato nessuno, di fatto il ruolo ricade sul titolare o sul legale rappresentante. Il punto è se lo sta davvero esercitando.
Il responsabile può essere esterno?
Per i soggetti privati sì, purché sia una persona con le competenze adeguate e diversa dal conservatore. Nelle pubbliche amministrazioni deve essere invece un dirigente o un funzionario interno, che possiamo affiancare.
Basta archiviare le fatture su un cloud?
No. L’archiviazione ordinaria non garantisce integrità, autenticità e reperibilità nel tempo come richiede la norma. Le fatture elettroniche vanno affidate a un sistema di conservazione a norma.
Ho più conservatori: devo per forza unificarli?
Non è obbligatorio, ma il manuale deve descriverli tutti in modo coerente e qualcuno deve controllarli tutti. Spesso unificare semplifica e costa meno: lo valutiamo insieme.