La NIS2 nel settore energia e utility
Energia, acqua potabile e acque reflue sono nell’Allegato I del D.Lgs. 138/2024, tra i settori ad alta criticità. La gestione dei rifiuti è nell’Allegato II.
Si applica a soggetti pubblici e privati sopra le soglie di media impresa: almeno 50 dipendenti, oppure fatturato o bilancio oltre 10 milioni di euro, calcolati sul gruppo. Di norma le grandi utility dell’Allegato I sono soggetti essenziali, le medie e le imprese dei rifiuti sono di norma soggetti importanti. I soggetti critici individuati ai sensi della Direttiva CER e i soggetti unici fornitori di un servizio essenziale rientrano indipendentemente dalle dimensioni.
Multiutility, società partecipate e consorzi hanno spesso strutture societarie articolate: la verifica del perimetro parte dall’organigramma di gruppo.
I rischi tipici
- Telecontrollo: sistemi SCADA e postazioni di centrale che governano impianti remoti, con collegamenti spesso nati prima delle esigenze di sicurezza.
- Periferiche sul territorio: RTU, PLC e router in cabine, stazioni di sollevamento e pozzi, raggiungibili fisicamente da chiunque superi una recinzione.
- Accessi remoti: reperibili, ditte di manutenzione e fornitori del sistema di telecontrollo che si collegano da fuori.
- Continuità del servizio: un incidente informatico può tradursi in interruzione dell’erogazione o in perdita di controllo su un processo di trattamento.
- Sistemi commerciali: fatturazione, sportelli online e dati dei clienti, esposti a ransomware e furto di dati.
- Eventi ambientali: allagamenti, incendi e interruzioni di corrente su siti non presidiati.
Cosa chiede la norma in pratica
Per una utility le misure dell’art. 24 riguardano tanto la sede quanto l’ultima cabina:
- inventario degli asset di campo e dei collegamenti di telecontrollo;
- segmentazione tra rete di telecontrollo e rete aziendale, con punti di accesso controllati;
- autenticazione a più fattori e comunicazioni protette per gli accessi remoti di reperibili e manutentori;
- continuità operativa che preveda la conduzione manuale degli impianti se la centrale non è disponibile;
- sicurezza dei fornitori del sistema di telecontrollo e delle ditte di manutenzione.
Gli incidenti significativi seguono i tempi verso il CSIRT Italia: 24 ore, 72 ore, un mese. Gli organi di amministrazione approvano le misure e ne rispondono; per i soggetti essenziali, in caso di inadempienze persistenti, è possibile anche la sospensione temporanea dalle funzioni dirigenziali. Vedi sanzioni e responsabilità.
Sicurezza fisica e AI nel settore
Nelle utility sicurezza fisica e informatica coincidono: chi entra in una cabina può collegarsi alla rete di telecontrollo. L’approccio multirischio della NIS2 chiede di considerare furti, incendi, allagamenti, interruzioni di corrente e accessi non autorizzati. In pratica: chiusure e allarmi sugli armadi di campo, gestione delle chiavi, videosorveglianza dei siti principali, alimentazione di continuità per le periferiche. Vedi sicurezza fisica.
L’AI Act considera ad alto rischio, ad esempio, i sistemi di AI usati nelle infrastrutture critiche e nell’accesso a servizi essenziali. Se valuti AI per la previsione dei consumi, la ricerca perdite o la gestione delle reti, conviene inquadrare subito il livello di rischio. L’alfabetizzazione AI è già obbligatoria dal 2 febbraio 2025. Vedi AI Act e Legge 132/2025.
Le utility conoscono bene furti di rame e vandalismi sugli impianti. La NIS2 chiede di metterli nella stessa analisi dei rischi degli attacchi informatici: un armadio forzato in una stazione di sollevamento è anche un possibile punto di ingresso nella rete di telecontrollo. Gli allarmi di intrusione dei siti dovrebbero arrivare alla vigilanza e a chi sorveglia la rete.
Per i modelli AI applicati alle reti, chiediti chi è il fornitore, dove vengono trattati i dati di esercizio, chi può modificare il modello e cosa succede se smette di funzionare. L’AI Act chiede ai sistemi ad alto rischio accuratezza, robustezza e sicurezza; a chi li usa, sorveglianza umana e conservazione dei log.
Uno scenario tipico
Lo scenario è costruito a scopo esplicativo e non descrive un caso reale. Serve a mostrare dove si inceppano, di solito, decisioni e tempi.
- 01Sabato, ore 15
Il portatile di un fornitore del telecontrollo, collegato in VPN per un intervento programmato, è infetto. Attraverso la VPN il malware raggiunge le postazioni di centrale.
- 02Ore 16
Gli operatori perdono la visibilità su una parte degli impianti. Partono le squadre per la conduzione manuale, ma l’elenco dei siti da presidiare e le istruzioni non sono aggiornati.
- 03Entro 24 ore
Con il servizio a rischio, va valutata la significatività e inviata la pre-notifica al CSIRT Italia. Il vertice va informato: risponde dell’attuazione delle misure.
- 04Entro 72 ore
Notifica con valutazione iniziale, gravità, impatto e indicatori di compromissione.
- 05Entro un mese
Relazione finale, oppure relazione mensile se l’incidente è ancora in corso.
Cosa avrebbe ridotto l’impatto: accessi remoti dei fornitori attivati solo su richiesta e da postazioni controllate; separazione tra VPN dei fornitori e rete di centrale; istruzioni di conduzione manuale provate; esercitazioni congiunte tra centrale, squadre e IT.
Chi coinvolgere in azienda
- Organi di amministrazione: approvano le misure, seguono la formazione specifica, vengono informati sugli incidenti.
- Direzione tecnica ed esercizio: conoscono impianti, criticità e modalità di conduzione manuale.
- Responsabile del telecontrollo: architettura, collegamenti, fornitori del sistema.
- IT: sistemi aziendali e commerciali, utenze, backup.
- Squadre operative e reperibili: accedono ai siti e intervengono da remoto.
- Acquisti e appalti: contratti di manutenzione e fornitura, dove inserire i requisiti di sicurezza.
- Servizi generali e security: chiavi, allarmi, vigilanza dei siti.
IT e telecontrollo hanno spesso storie e linguaggi diversi. Un CISO esterno può fare da raccordo e portare al vertice un quadro unico.
Da dove partire
- 01Perimetro di gruppo
Quali società, quali servizi, quale categoria: essenziale o importante.
- 02Mappa del territorio
Siti, periferiche, collegamenti e accessi remoti, con il loro livello di presidio.
- 03Gap analysis
Misure di base ACN applicate a sede, centrale di telecontrollo e impianti.
- 04Piano approvato dal vertice
Priorità su segmentazione, accessi remoti e sicurezza fisica dei siti.
- 05Esercitazione
Perdita del telecontrollo: conduzione manuale, comunicazioni e notifica al CSIRT.
Domande frequenti
La gestione dei rifiuti ha gli stessi obblighi dell’energia?
L’impianto di obblighi è lo stesso. Cambia di norma la categoria: la gestione dei rifiuti è nell’Allegato II, quindi l’impresa è di norma soggetto importante, con vigilanza ex post e misure di base ridotte e proporzionate.
Una piccola società idrica può rientrare anche sotto le soglie?
Sì, in alcuni casi: i soggetti critici individuati ai sensi della Direttiva CER e i soggetti unici fornitori di un servizio essenziale rientrano indipendentemente dalle dimensioni. Va verificato il caso concreto.
Il telecontrollo degli impianti rientra nelle misure NIS2?
Sì, se serve all’erogazione del servizio. È tra i sistemi da includere in inventario, analisi dei rischi, controllo degli accessi e continuità operativa.
IT e telecontrollo vanno gestiti con lo stesso sistema?
Governance e analisi dei rischi sì: un inventario, un processo di gestione degli incidenti, un riesame al vertice. Le misure tecniche si adattano poi ai vincoli degli impianti.
Le stazioni non presidiate sono un tema fisico o informatico?
Entrambi. La NIS2 chiede di considerare accessi non autorizzati, furti ed eventi ambientali che possono colpire i sistemi e i locali che li ospitano.