La NIS2 nel settore ICT
Nel D.Lgs. 138/2024 il digitale compare in più punti. Nell’Allegato I ci sono le infrastrutture digitali e la gestione dei servizi TIC (B2B), cioè i fornitori di servizi gestiti e di sicurezza gestita. Nell’Allegato II ci sono i fornitori di servizi digitali.
Valgono le soglie di media impresa (almeno 50 dipendenti, oppure fatturato o bilancio oltre 10 milioni di euro, calcolati sul gruppo). Alcuni soggetti però rientrano indipendentemente dalle dimensioni: prestatori di servizi DNS, registri dei nomi di dominio di primo livello, fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica pubblici, prestatori di servizi fiduciari.
Di norma le grandi imprese dell’Allegato I sono soggetti essenziali, le medie e i soggetti dell’Allegato II sono soggetti importanti. Con servizi misti (hosting, assistenza, licenze, consulenza) l’inquadramento non è ovvio: serve una verifica del perimetro servizio per servizio.
I rischi tipici
- Accessi privilegiati ai clienti: strumenti di gestione remota e account amministrativi che, se compromessi, aprono la strada a tutti i clienti insieme.
- Credenziali dei tecnici: password condivise nel team, vault non protetti, utenze di ex collaboratori ancora attive presso i clienti.
- Piattaforma unica: un attacco alla console di gestione o al sistema di backup centralizzato colpisce decine di ambienti.
- Data center: alimentazione, raffreddamento, antincendio e accessi fisici alle sale.
- Dipendenze a monte: hyperscaler, distributori, vendor di software di monitoraggio, subfornitori di reperibilità.
- Ritardo nella catena di notifica: il cliente NIS2 ha 24 ore per la pre-notifica, e spesso dipende da te per sapere cosa è successo.
Cosa chiede la norma in pratica
Per un fornitore ICT le misure dell’art. 24 diventano requisiti di servizio:
- gestione degli accessi privilegiati con autenticazione a più fattori, utenze nominative e tracciamento delle sessioni sui sistemi dei clienti;
- segmentazione tra ambienti dei clienti e protezione degli strumenti di gestione centralizzata;
- backup isolati e disaster recovery provati, anche per i servizi erogati;
- gestione delle vulnerabilità nei tempi che i clienti ti chiederanno per contratto;
- sicurezza nello sviluppo e nella manutenzione del software che distribuisci.
Per i tuoi incidenti valgono i tempi verso il CSIRT Italia: 24 ore per la pre-notifica, 72 ore per la notifica, un mese per la relazione finale. In più devi poter informare in fretta i clienti, che hanno gli stessi tempi. Una procedura di gestione degli incidenti deve prevedere entrambi i flussi.
Dal 2026 i soggetti NIS2 comunicano all’ACN l’elenco dei fornitori rilevanti, tra il 15 aprile e il 31 maggio. Un MSP rischia di comparire in molti elenchi e di ricevere molti questionari diversi. Un dossier di sicurezza unico, con evidenze aggiornate, fa risparmiare settimane. Vedi NIS2 e fornitori.
Sicurezza fisica e AI nel settore
Sale server e data center sono il caso tipico dell’approccio multirischio: incendi, allagamenti, interruzioni di corrente e accessi non autorizzati sono minacce quanto un attacco. Controllo accessi alle sale, registro dei visitatori, alimentazione di continuità, monitoraggio ambientale: vedi sicurezza fisica.
Chi sviluppa o rivende soluzioni AI deve capire il proprio ruolo nell’AI Act: chi modifica in modo sostanziale un sistema o lo commercializza con il proprio marchio può diventare fornitore, con obblighi più pesanti del semplice utilizzatore. Internamente, assistenti di codice e chatbot introducono rischi come fuga di dati dei clienti, prompt injection e shadow AI. Vedi compliance AI.
Se usi spazi in colocation, una parte della sicurezza fisica è del fornitore: chiedi evidenze su controllo accessi, alimentazione e antincendio, e verifica chi del tuo personale è autorizzato a entrare. In ufficio conta dove stanno le postazioni dei tecnici con accesso privilegiato e come si gestiscono portatili e token di autenticazione smarriti.
Se usi l’AI nei servizi gestiti, per analisi dei log, gestione dei ticket o assistenti di supporto, dichiaralo e regolalo nei contratti: quali dati del cliente transitano verso servizi esterni, dove vengono trattati, chi ne risponde. I clienti NIS2 inseriranno questi aspetti nella valutazione dei fornitori, compresa la dipendenza da fornitori extra-UE.
Uno scenario tipico
Lo scenario è costruito a scopo esplicativo e non descrive un caso reale. Serve a mostrare dove si inceppano, di solito, decisioni e tempi.
- 01Martedì, ore 23
Le credenziali di un tecnico vengono rubate con un phishing mirato. L’attaccante entra nella console di gestione remota, che non chiede un secondo fattore.
- 02Ore 1
Dalla console distribuisce un ransomware sugli ambienti di diversi clienti. Il monitoraggio segnala anomalie, ma il reperibile non ha una procedura per sospendere la console.
- 03Entro 24 ore
Se l’incidente è significativo, pre-notifica al CSIRT Italia. I clienti NIS2 colpiti hanno a loro volta 24 ore: ti chiederanno subito cosa è successo, quali sistemi sono coinvolti, quali indicatori di compromissione cercare.
- 04Entro 72 ore
Notifica con valutazione iniziale, gravità, impatto e indicatori di compromissione. Va coordinata con le comunicazioni ai clienti.
- 05Entro un mese
Relazione finale, oppure relazione mensile se l’incidente è ancora in corso. I clienti vorranno leggerla.
Cosa avrebbe ridotto l’impatto: autenticazione a più fattori su tutti gli strumenti di gestione; utenze separate per cliente; la possibilità di sospendere in pochi minuti gli accessi alla console; un modello di comunicazione ai clienti già pronto.
Errori frequenti
- Considerarsi solo fornitori: molti operatori pensano di dover solo rispondere ai questionari dei clienti e non verificano se sono a loro volta soggetti.
- Un account per tutti: utenze tecniche condivise sui sistemi dei clienti impediscono di tracciare chi ha fatto cosa.
- Strumenti di gestione esposti su internet senza autenticazione a più fattori.
- Backup nello stesso dominio amministrativo dei sistemi che dovrebbero proteggere.
- Contratti senza clausole sugli incidenti, né verso i clienti né verso i propri subfornitori.
- Formazione solo tecnica: il vertice deve seguire una formazione specifica e risponde delle violazioni.
Da dove partire
- 01Catalogo dei servizi
Quali servizi eroghi, a chi, con quali accessi: è la base dell’inquadramento.
- 02Verifica del perimetro
Allegato I, Allegato II o soggetto a prescindere dalle dimensioni.
- 03Accessi privilegiati
Il primo intervento: MFA, utenze nominative, revoca delle utenze dormienti.
- 04Gap analysis e dossier
Misure di base ACN e pacchetto di evidenze riutilizzabile per i clienti.
- 05Incidenti e clienti
Procedura che copre notifica al CSIRT e comunicazione ai clienti NIS2.
Domande frequenti
Siamo un MSP con 30 dipendenti: rientriamo?
Le soglie sono alternative e calcolate sul gruppo: conta anche il fatturato o il bilancio oltre 10 milioni di euro. Anche se resti fuori, come fornitore di soggetti NIS2 ti verranno richieste evidenze di sicurezza.
Un registrar o un servizio DNS piccolo è escluso?
No: prestatori di servizi DNS e registri dei nomi di dominio di primo livello rientrano indipendentemente dalle dimensioni. Verifica comunque l’attività effettivamente svolta.
Dobbiamo avvisare i clienti dei nostri incidenti?
I tuoi clienti NIS2 devono gestire il rischio dei fornitori e rispettare tempi di notifica di 24 e 72 ore. Aspettati clausole contrattuali che ti impongono di segnalare gli incidenti rapidamente: conviene prevederlo nella procedura.
Usiamo un hyperscaler: la sicurezza è sua?
Solo in parte. Il fornitore cloud gestisce la propria infrastruttura; configurazioni, accessi, backup e vulnerabilità dei servizi che costruisci restano a tuo carico. E il cloud provider va valutato come fornitore.
Un dossier di sicurezza unico basta per tutti i clienti?
Copre gran parte delle domande e riduce i tempi di risposta. Alcuni clienti chiederanno clausole o evidenze specifiche, e il dossier va aggiornato quando cambiano misure, fornitori o tecnologie.